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Trattare l’alluce valgo con la tecnica chirurgica PBS: rapida, mininvasiva, biologica

L’alluce valgo è un problema che riguarda soprattutto le donne. Con il passare del tempo, il piede cambia il suo assetto e, in cerca di nuovi equilibri, può accadere che si faccia strada quell’esostosi, più comunemente chiamata “cipolla”. A soffrirne sono soprattutto le donne e il più delle volte si manifesta dopo la gravidanza, momento in cui i piedi risentono della nuova postura.

L’intervento chirurgico si rende necessario quando il dolore diventa invalidante. La procedura tradizionale è invasiva e soprattutto presenta un dolore postoperatorio importante. La tecnica messa a punto dal Dott. Andrea Bianchi, denominata PBS, acronimo di Percutaneous Bianchi System, è mini invasiva, dura meno di 10 minuti, consente alla paziente di poter camminare subito dopo l’intervento e soprattutto comporta un dolore postoperatorio fortemente ridotto.

Si tratta di un intervento percutaneo in anestesia locale, senza l’inserimento di viti o chiodi, permette di camminare immediatamente e recuperare in breve tempo la funzionalità del piede. Attraverso piccoli fori vengono inserite frese di dimensioni ridotte per provocare micro fratture nei punti giusti così da permettere il riallineamento delle ossa. Le fratture provocate vengono lasciate libere in modo tale che la guarigione avvenga secondo il carico reale del paziente, messo in condizioni da subito di camminare. Al termine viene praticato un bendaggio che il paziente terrà all’incirca 20 giorni.

Abbiamo raggiunto il dottor Andrea Bianchi, ideatore della tecnica, alla clinica Humanitas Mater Domini di Castellanza (VA).

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