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La sindrome dell’occhio secco

sindrome dell'occhio secco

Ammicchiamo 15.000 volte al giorno e spesso ignoriamo il compito delicato e complesso del film lacrimale. Sappiamo che in particolari situazioni avvertiamo bruciore o la sensazione strana di aver qualcosa nell?occhio, ma in pochi forse conosciamo la Sindrome dell’Occhio Secco. Stress, inquinamento, abuso di lenti a contatto, ma anche menopausa, gravidanza e alcune?patologie ne possono causare l’insorgenza.

La sindrome dell?occhio secco ? costituita da diversi sintomi connessi e causati dall?alterazione del film lacrimale. Il film lacrimale ? lo strato di liquido che bagna le strutture anteriori dell?occhio. La luce giunge all?occhio passando attraverso le lacrime; la presenza di un adeguato strato di lacrime ? fondamentale per consentire all?occhio di avere una buona visione.?Numerose condizioni, fisiologiche e patologiche?possono creare alterazioni del film lacrimale e spesso tutto l?apparato di protezione dell?occhio ? vittima di patologie o situazioni generali del?nostro organismo.

L?occhio ? circondato da una sottile pellicola, chiamata film lacrimale, che ha una composizione molto complessa ricca di numerose sostanze nutritive e protettive. Mancando quel liquido l?occhio non potrebbe muoversi, obbedire ai comandi del cervello e girarsi a destra e a sinistra, in su e in gi?: senza quel ?lubrificante? il nostro senso della vista, rimarrebbe paralizzato o muovendosi a fatica impedire una visione piena.

Le palpebre sono come due piccole saracinesche, la cui funzione ? quella di opporre un primo sbarramento difensivo ai nostri occhi: si alzano e si abbassano ? ammiccano – e avvicinandosi fra loro,?chiudono e difendono l’occhio. Non solo: con questo movimento, circa 15000 ammiccamenti al giorno, ricambiano in continuazione il film lacrimale che ? prodotto da numerose ghiandole. Ogni volta che avviene un ammiccamento, le palpebre delicatamente pennellano ?la congiuntiva e la cornea, distribuendo uniformemente il film lacrimale.

I DISTURBI DELL?OCCHIO SECCO

I disturbi lamentati da un paziente affetto da sindrome di occhio secco sono i pi? disparati e talvolta sembrano addirittura contradittori.?Nelle fasi iniziale i sintomi pi? comuni sono:

  • Bruciore e prurito insistente legato alla variazione dell?osmolarit? del film lacrimale.
  • Lacrimazione irregolare, soprattutto scatenata da agenti atmosferici o ambientali: vento, smog, fumo, variazione di umidit? o temperatura.
  • Bisogno di lavarsi e strofinarsi continuamente gli occhi.
  • Difficolt? ad aprire spontaneamente gli occhi al mattino: durante la notte la secrezione della parte acquosa delle lacrime ? molto ridotta o addirittura assente, il che comporta l?adesione della superficie oculare alla congiuntiva palpebrale a causa del muco denso e disidratato.
  • Presenza di secrezione mucosa e di filamenti.

Quando la sindrome si aggrava si verificano questi sintomi:

  • Sensazione di corpo estraneo legata al ridotto spessore del film lacrimale.
  • Sensazione di secchezza
  • Fotofobia (sensibilit? alla luce) conseguente all’ irregolarit? del film lacrimale.
  • Dolore anche notturno legato alle alterazioni corneali.
  • Disturbi della visione legati all’astigmatismo irregolare che si crea sulla superficie corneale alterata.

?LE?CAUSE?

Stili di vita ed alimentari non corretti, stati di stress, disfunzioni metaboliche ed ormonali, aumento dell?et? media della popolazione, aumento delle temperature medie ambientali, aree ad elevato inquinamento, fumi e sostanze tossiche disperse nell?aria, sono solo alcune fra le pi? frequenti cause degli stati disidratativi.

Inquinamento. L?inquinamento atmosferico dovuto alle emissioni dei gas di scarico di autoveicoli, caldaie, centrali elettriche, fabbriche, impianti di incenerimento. Lo smog, soprattutto il Pm10, piccole particelle solide, una delle sostanze pi? pericolose. Ma anche l?alta montagna per una maggior presenza di radiazioni ultraviolette. Anche con l?esposizione al sole un aumento dell?evaporazione del film lacrimale ne vanifica la sua funzione.

Et? avanzata. Man mano che l’et? avanza, gli occhi producono lacrime con un minore contenuto di lipidi che sono necessari per evitare che la loro parte acquosa evapori troppo velocemente.

Menopausa. Alcuni ormoni aiutano a stimolare la produzione di lacrime. Per questo le variazioni di livelli ormonali possono ridurre la naturale produzione di lacrime. Ecco perch? la sindrome dell’occhio secco predilige il sesso femminile soprattutto dopo i 35-40 anni di et?: le donne in gravidanza o in menopausa sono il gruppo pi? numeroso tra i pazienti che soffrono di occhio secco. Una frequenza sempre maggiore causata dalla significativa anticipazione del ciclo mestruale, fino ad interessare il 60% circa della popolazione femminile italiana.

Malattie autoimmuni. Esistono moltissime sindromi autoimmuni, inclusi ipotiroidismo e ipertiroidismo, artrite reumatoide, lupus, sclerosi multipla che hanno effetti negativi sulle cellule e sulle ghiandole deputate alla produzione del film lacrimale.

Farmaci. Molti farmaci come effetto collaterale causano occhio secco, ad esempio: Antidepressivi, alcuni Antistaminici, Decongestionanti nasali, Sedativi ansiolitici, Contraccetivi orali, Beta-bloccanti, Diuretici.

Lenti a contatto. L’uso ma soprattutto l’abuso di lenti a contatto, siano esse rigide o morbide, in materiale gas-permeabile o non, contribuisce al determinarsi dell’occhio secco. Questo si verifica soprattutto quando non si utilizzano lenti a contatto ?usa e getta? e quindi per la corretta e necessaria igiene si usano soluzioni per lenti, ricche di disinfettanti e conservanti.

Attivit? al computer o altri dispositivi elettronici. Una causa frequente della sindrome di occhio secco consiste nell?utilizzo in maniera continuativa di computer: in questo caso la scarsa umidificazione dell?ambiente lavorativo, resa ancor pi? precaria dalle microventole di raffreddamento dei computer stessi e delle altre apparecchiature ad essi connesse, il prolungato senso di impegno e di attenzione, lo stato di stress posturale connesso, provocano alla lunga un netto rallentamento dell?ammiccamento palpebrale. Normalmente le palpebre vengono aperte/chiuse tra le 12 e le 15 volte al minuto. Se invece si ? impegnati in un un’attivit? che richieda concentrazione come ad esempio leggere, studiare, scrivere, guidare, utilizzare il personal computer, il tablet, lo smartphone, guardare la TV, si tende a sbattere le palpebre con una minore frequenza, fino ad arrivare alla frequenza di un battito al minuto: le lacrime cos? evaporano rapidamente, non vengono sostituite e si crea la sindrome dell’occhio secco.

COSA FARE

Chi soffre della sindrome dell?occhio secco, oltre ad assumere prodotti terapeutici che vanno a sostituire la delicata funzione lacrimale carente, le cosiddette lacrime artificiali, dovrebbe seguire alcune indicazioni generali per modificare abitudini e stile di vita.

  1. Evitare l?esposizione diretta a sistemi di condizionamento, luoghi ventosi, aree molto ventilate.
  2. Evitare ambienti troppo secchi e scarsi di umidificazione.
  3. Eliminare o quantomeno ridurre il fumo di sigaretta.
  4. Evitare l?uso di creme irritanti o altri prodotti fastidiosi nella zona perioculare.
  5. Sospendere o limitare l?utilizzo di lenti a contatto corneali.
  6. Usare occhiali da sole in caso di forti esposizioni a raggio UVA o UVB o in caso di ambienti ventosi o polverosi.
  7. Impiegare impacchi tiepidi nell?area perioculare (acqua e malva, bicarbonato o acqua borica). Arricchire l?alimentazione con vitamina B3, B6, B12, Omega 3/Omega.
  8. Aumentare l?assunzione di acqua e di liquidi in generale.

?COME SI CURA?

La Sindrome dell?occhio secco dal punto di vista terapeutico ? stata per lungo tempo sottovalutata. Ma oggi, grazie alla ricerca scientifica, il medico oculista ha la possibilit? di diagnosticare in maniera precisa?le alterazioni del film lacrimale, dispone di strumenti diagnostici straordinariamente precisi, in grado di individuare in maniera sempre personalizzata per ciascun paziente la terapia pi? appropriata.Fino ad oggi le cosiddette ?lacrime artificiali? risultano essere l?unico sostituto del film lacrimale precorneale. Le lacrime artificiali sono colliri a base di sostanze (pi? o meno viscose e dense) che possiedono l?azione detergente, lubrificante e umettante delle lacrime naturali. Oggi l?eliminazione dei conservanti e lo sviluppo di nuovi conservanti meno tossici per la superficie oculare hanno permesso ai pazienti di tollerare maggiormente la terapia sostitutiva lacrimale.

Se sono sotto forma di monodose non contengono conservanti, che possono essere dannosi per l?occhio in caso di somministrazioni prolungate, per cui sono utilizzabili con frequenza e per lunghi periodi. Attenzione per? al Fai-da-te, l?uso inconsiderato di lacrime artificiali o altri colliri pu? essere causa di cheratiti o di forme irritative di congiuntivite, per cui ? sempre bene che sia il medico oculista a suggerire la giusta terapia.

LE NUOVE FRONTIERE DELLA TERAPIA

Esistono molte strategie terapeutiche che vanno individuate in maniera sempre personalizzata per ciascun paziente in base alla storia del malato e alla severit? della malattia.

Sostituti lacrimali biologici. Favoriscono maggiormente il mantenimento della morfologia e la proliferazione delle cellule epiteliali corneali umane rispetto ai sostituti lacrimali artificiali.

Terapia anti-infiammatoria mirata. Le armi principali nell’ambito della terapia anti-infiammatoria per l’occhio secco sono i corticosteroidi topici, le tetracicline e, novit? della Ricerca pi? recente, la ciclosporina in collirio.

Probing. Consiste nella la pulizia delle ghiandole di Meibomio con un?apposita cannula. ? un trattamento ambulatoriale non invasivo che si pratica con una sola goccia di collirio anestetico e risolve efficacemente la disfunzione delle ghiandole di Meibomio.

Lipiflow. ? uno strumento che ha rivoluzionato il trattamento dell’occhio secco causato da Meiboniti e che migliora immediatamente non solo i sintomi, ma risolve quasi sempre la patologia.

Luce Pulsata (IPL). Questo dispositivo di ultima generazione stimola le ghiandole del Meibomio a riprendere il loro normale funzionamento.

Occlusione dei puntini lacrimali. Serve a bloccare il drenaggio lacrimale al fine di trattenere le lacrime sulla superficie oculare il pi? a lungo possibile. L’occlusione pu? essere ottenuta mediante tappi in collagene, silicone, gelatina, oppure mediante cauterizzazione o laser.

2 comments

  • Ho bisogno di un consiglio dopo vari tentativi e visite, la secrezione dell.occhio non passa , con tante cure ,cosa deve fare ?et? 74!!!

    • Develop_01

      buonasera Stefania purtroppo non possiamo aiutarla; l’unico consiglio che possiamo darle ? di rivolgersi ad un centro specializzato

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