Cerca articoli, video, argomenti..

Epatite C: farmaci sempre pi? potenti ed efficaci

Nella battaglia contro l?epatite C siamo alla fase 2: dopo aver curato i malati pi? critici, possiamo ora occuparci di quelli che magari oggi sono asintomatici ma sarebbero altrimenti destinati a patologie molto gravi. E in aiuto abbiamo nuovi farmaci, pi? potenti, pi? tollerabili, pi? veloci nell?eradicare completamente il virus dall?organismo.

foto-gasbarriniCi fa da guida un grande esperto italiano, Antonio?Gasbarrini, professore ordinario di Malattie dell’Apparato Digerente dell’Universit? Cattolica del Sacro Cuore, che ci racconta la storia del successo su una malattia che ?? stata per anni la prima causa di cirrosi epatica, di epatocarcinoma e di trapianto di fegato, quindi una patologia che per molto tempo, solo di costi diretti, ? costata oltre un miliardo di euro l?anno?.

Il virus dell?epatite C ? estremamente abile a mimetizzarsi al sistema immunitario e a sfuggire alla risposta immune: ?i farmaci del passato, interferone e ribarivina, erano efficaci nel 20-30% dei casi e in pi? erano gravati da moltissimi effetti collaterali che non permettevano l?uso di questa terapia nei pazienti pi? gravi, che ne avevano pi? bisogno, soprattutto i cirrotici, perch? portavano molto spesso allo scompenso della malattia e quindi alla sospensione della terapia?.

Ma, come si diceva, questa ? la storia di un successo: ?? arrivata una serie di farmaci molto potenti, gli antivirali diretti, che bloccano la replicazione del virus e mettono il sistema immunitario in grado di determinarne la scomparsa?. Sempre pi? potenti, sempre pi? efficaci, ? ora in commercio l?ultimissimo: si chiama Maviret, prodotto dalla AbbVie e nasce dalla combinazione in un?unica compressa di glecaprevir e pibrentasvir; ? il secondo a funzionare su tutti i genotipi virali e ha un?ulteriore innovazione, la riduzione della terapia da 12 a 8 settimane. ? indicato nei pazienti con epatite cronica anche con cirrosi e persino in chi ha un?insufficienza renale, proprio a dimostrazione della sua grande tollerabilit?. L?efficacia ? altissima: negli studi registrativi, su oltre 2300 pazienti, ? stata superiore al 95%.

Nel nostro Paese il virus dell?epatite C ha colpito pi? che altrove ma ?l?Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha lavorato molto bene nel trattare i costi dei farmaci, inizialmente molto elevati, e il ministero ha lavorato molto bene nel garantire il Fondo dell?innovazione. Ne abbiamo gi? curati quasi 100mila e il reclutamento sta procedendo in tutte le Regioni?.

Ma cosa sta succedendo ora? Lo scenario dei pazienti sta cambiando. ?Nel marzo di quest?anno si sono ampliati i criteri di accesso che prima limitavano il trattamento ai malati pi? gravi. Ora si possono trattare anche pazienti con fibrosi iniziale, meno gravi dal punto di vista clinico ma non nella loro progressione: ? il vero investimento che l?Italia sta facendo per il futuro, sono tipicamente persone giovani, con bambini piccoli e nel pieno dell?attivit? lavorativa, in cui l?eradicazione avr? una maggiore ripercussione dal punto di vista sociale ed economico?.

In totale si stima che in Italia gli infetti siano tra i 600 e gli 800mila, ma il numero preciso delle persone con epatite C non ? noto a nessuno; verosimilmente circa 200mila sono in attesa di trattamento ma in molti casi chi ha il virus non sa nemmeno di averlo, nonostante basti un esame del sangue per accertarsene, oppure lo sa e ne sottovaluta le conseguenze. ?Ora la vera sfida ? conclude Gasbarrini ? ? fare un piano nazionale e una campagna che aumenti la consapevolezza di tutti, medici di medicina generale, centri di prevenzione e cittadini: devono sapere che l?Italia ha un programma di eradicazione che vorrebbe arrivare a tutti le persone infette, anche a quelle con malattie meno gravi e che devono avere fiducia, perch? le terapie che facciamo non hanno effetti collaterali, sono di breve durata e curano, con una compressa al giorno, una malattia che altrimenti potrebbe avere conseguenze mortali?.